GIOCHI/CANTI

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I ragazzi in età Esploratore hanno oggi interessi scarsi e molto banali. Sembra che siano privi di fantasia. La scuola media e la televisione li hanno appiattiti e resi poco sensibili agli stimoli ed alla originalità. La loro dovrebbe essere un’età d’ideali e di fantasia. Come potrebbero altrimenti iniziare il loro progetto per il futuro?
La scuola media, nata per esser « vocazionale », è stata costretta ad arrendersi e a portare avanti con rassegnazione una massa amorfa d’individui, piazzati sul « quasi sufficiente » politico.
La televisione ha spiazzato il gusto della lettura e della conversazione.
Sandokan e zio Zeb televisivi sono uguali per tutti e lasciano ben poco spazio alla fantasia individuale, al contrario della lettura. Il ragazzo che legge il libro di Salgari è costretto infatti a svegliare la sua fantasia per immaginare la figura di Sandokan, e l’ambiente in cui si muove. Personaggi e scenario ven¬gono interpretati e personalizzati dal lettore, che si trova così ad entrare nella loro avventura.
Potremmo fare un paragone con quanto accade ad un pittore che vede con occhi suoi un paesaggio e lo dipinge in modo certamente di¬verso da quanto farebbe un suo collega o da come lo ritrarrebbe la macchina fotografica. Il ragazzo che si pone di fronte al televisore percepisce invece, senza fatica, un’immagine fotografica, che non richiede un’elaborazione personale. Sandokan televisivo è dunque uguale per tutti, con la stessa espressione, lo stesso vestito, lo stesso panorama di contorno.
Il ragazzo assiste ma non entra in quel mondo fantastico. La sua immaginazione rimane a riposo e s’isterilisce. Anche i sentimenti hanno ben poco da spartire con tanti spettacoli televisivi. La televisione ha arricchito l’uomo di im¬magini fotografiche ma lo ha impoverito di fantasia. Il colpo finale viene poi dalla pubblicità, diretta ed indiretta, che cattura la intelligenza e l’imbalsama.
Lo scautismo potrebbe essere un antidoto se sapesse parlare ancora al cuore ed alla fantasia, riscoprendo la sua vocazione. Forse occorrerebbe un « restauro » che togliesse certe patine grigie ed eliminasse lo smog anticulturale. Bisognerebbe riportare al sole il gusto della « cultura scout » ossia una conoscenza approfondita della tecnica, del gioco, dell’espressione, del sistema delle squadriglie, della storia scout e dei suoi personaggi, tanto per fare alcuni esempi. Riscopriamo il gioco avventuroso e il gusto dell’esplorazione di ambienti. Scopriamo finalmente le leggi di questa natura sempre fedele ai suoi ritmi e mutevole nei suoi spettacoli. Aiutiamo il ragazzo e la ragazza a scoprire la realtà con cui devono misurarsi, sapendola vedere con occhi di poeta e di artista, interpretandola cioè con gioia, ottimismo, gusto del bello e dello sforzo.
Educhiamo i ragazzi alla fantasia. I mezzi che Io scautismo offre sono tanti ed originali: occorre però che siano usati dai capi con professionalità e… con fantasia. Ma torniamo alla fantasia dei ragazzi. Tra i tanti mezzi per educarla si potrebbero ripescare il racconto e la lettura al fuoco di bivacco.

 

 

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